Commodore 64: riparare per ricordare

Questo blog nasce con l’intento di condividere le mie esperienze con il retrocomputing, principalmente legate al Commodore 64 ma non solo. La storia, i confronti tra le varie macchine e i consigli sulle riparazioni saranno l’argomento del mio blog.

Presto o tardi chi ancora usa ed apprezza i computer di un tempo si ritroverà a fronteggiare dei problemi. Ogni volta che si aziona il pulsante di accensione è un’angoscia: partirà? Non sempre la schermata del nostro fidato amico si farà viva, oppure non sarà quella alla quale siamo abituati. Che fare, come comportarsi?

In questo spazio voglio raccogliere quello che ho imparato negli anni con la speranza che possa essere di aiuto anche per gli altri. Il retrocomputing è una passione: è bello condividere, è bello aiutarsi.

Di fronte ad un guasto ci si pone subito diverse domande. Probabilmente la prima è, se si è all’inizio: sarò in grado di sistemare il problema o farò solo più danni? Il più delle volte, nel dubbio non si fa altro che mettere da parte il computer malato e procurarsene uno “nuovo”. Ma alla fine ci si ritrova con diversi esemplari da parte e ci si chiede: perché non provare?

Effettivamente prima o poi si comincia a sentire l’esigenza di arrangiarsi da soli, si sa che non si può andare dal tecnico. Le fonti per i ricambi ormai sono in molti casi altri  computer guasti, online si trovano le informazioni necessarie per poter riparare. Con un po’ di tempo, di pazienza, e una piccola spesa per l’attrezzatura necessaria, si può riuscire.

Nel Commodore 64, quali sono le più comuni cause di guasto? L’alimentatore è un elemento particolarmente soggetto a guastarsi e a causare danni al computer. Le memorie RAM sono molto spesso le prime ad andarsene in seguito ad un guasto dell’alimentatore (la linea 5V va in sovratensione danneggiando le memorie, che tollerano non più di 5,5 V).

Nel seguito sono riportate delle indicazioni generali per la pianificazione della riparazione. Per indicazioni più specifiche potete consultare questo articolo.

Anche in caso di alimentatore funzionante, c’è comunque un componente che, nel C64 prima serie, è particolarmente soggetto a guastarsi: il famigerato PLA.

Si tratta di un Array Logico Programmabile, cioè un circuito integrato che funziona secondo determinate equazioni logiche che su di esso vengono memorizzate. I segnali di uscita variano in funzione dei segnali di ingresso proprio secondo tali equazioni. Il compito del chip è quello di permettere l’accesso al bus dei dati al chip giusto al momento giusto (emettendo opportuni segnali di “chip enable”, abilitando così un dato chip). Di per sé può essere assimilato ad una memoria a sola scrittura (e di fatto, oggi può essere sostituito in maniera sicura utilizzando le moderne e veloci EPROM, soltanto però con determinati accorgimenti!).

I sintomi più comuni che si riscontrano nelle macchine con il PLA guasto sono lo schermo nero e la presenza di caratteri che cambiano colore molto rapidamente.

Perché è così soggetto a guastarsi? Il PLA lavora normalmente ad una temperatura molto elevata ed è un chip di dimensioni ridotte in rapporto al calore che sviluppa. Il surriscaldamento a cui si ritrova sottoposto ne facilita i guasti.

Memorie, PLA… e multiplexor. Anche i multiplexor delle RAM sono dei chip molto soggetti a guastarsi (specie quelli a marchio MOS). I 74LS257 (o MOS7708) si occupano, semplificando molto, di fare vedere alla CPU la RAM, ed in caso di guasto possono produrre sintomi anche simili alle RAM guaste.

Quando si guastano le memorie, i sintomi vanno dal classico schermo nero alla presenza di caratteri confusi (perfettamente casuali) sullo schermo. Quando i caratteri confusi presentano comunque un ordine, una sequenza logica, allora il guasto può essere dovuto a dei chip logici, tra i quali i multiplexor delle RAM.

Altro sintomo tipico delle RAM guaste è la presenza del messaggio, all’accensione della macchina: “?OUT OF MEMORY ERROR IN 0”.

Inoltre, normalmente un Commodore 64 all’accensione deve mostrare un numero di byte liberi per il BASIC pari a 38911. La presenza di un valore differente indica un guasto, che può dipendere sia dalle RAM, sia dai multiplexor.

Prima di addentrarsi negli intricati meandri del troubleshooting, è sempre bene controllare… che il fusibile interno non sia saltato! La presenza dei voltaggi necessari al funzionamento della macchina è  ovviamente la prima cosa da verificare: basta un multimetro ed evita di avventurarsi verso operazioni complicate inutilmente. E’ sempre bene controllare prima le cose più semplici, sia come comodità, sia come logica.

Nel C64 prima serie, tutti i chip custom possono dare problemi con una certa frequenza: i due CIA (MOS 6526), il VIC-II (MOS 6569), il SID (MOS 6581) (quest’ultimo molto soggetto a guastarsi perché ha una temperatura di funzionamento molto alta).

Per chi ha un C64 guasto e vuole provare ad individuare il problema, ci sono dei trucchi che se sì è fortunati non richiedono l’uso del saldatore. Alcune schede presentano molti chip zoccolati. In questo caso, si può provare ad estrarre i chip che potenzialmente possono impedire il corretto avvio della macchina se guasti: i due CIA, il SID. Togliendo questi chip da un C64 funzionante, questo visualizzerà comunque il messaggio iniziale. Ovviamente, senza i CIA il C64 è inutilizzabile, così come senza il SID non sarà possibile udire alcun suono né utilizzare dispositivi di puntamento analogici (paddles, mouse proporzionali). Tuttavia, se il computer, tolto uno o più di questi chip, dovesse liberarsi dell’odioso schermo nero e ripartire, molto probabilmente sarà sufficiente trovare uno di questi ricambi per vederlo ritornare perfettamente in funzione.

Può capitare a volte che alcuni tasti non funzionino più oppure che il computer non riesca ad accedere al floppy disk drive. E’ utile provare a scambiare tra loro i due CIA se entrambi zoccolati: se si nota un qualche cambiamento, sicuramente almeno uno dei due CIA è guasto. E’ sempre una buona regola provare a scambiare di posto tra loro dei chip uguali per individuare dei guasti (questo mi permise una volta di riparare un guasto poco comune in un VIC 20, dovuto ad un MOS 65245 parzialmente guasto).

E non ultimo, è sufficiente a volte il cosiddetto “reseating” dei chip zoccolati per vedere il computer ripartire! I contatti possono ossidarsi, oppure col tempo i chip possono tendere ad andare fuori sede rispetto allo zoccolo: sollevandoli un po’ dallo zoccolo e poi riabbassandoli si può riuscire a ripristinare i contatti (magari ripetendo più e più volte l’operazione in caso di contatti ossidati). Basta agire con un piccolo cacciavite alle estremità del chip, alternativamente e con delicatezza.

 

 

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36 thoughts on “Commodore 64: riparare per ricordare

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